Giro d'Italia in Agordino: una giornata di sport che ha valorizzato il territorio

La 19a tappa lascia un ricordo indelebile, contribuendo a far conoscere l'autenticità dell'Agordino come luogo da vivere e non solo da visitare
Il 29 maggio 2026 l’Agordino è stato protagonista di uno degli eventi sportivi più attesi dell’anno. La 19ª tappa del Giro d’Italia, con partenza da Feltre e arrivo ad Alleghe – Piani di Pezzè, ha portato migliaia di appassionati, operatori dell’informazione e visitatori nel cuore delle Dolomiti Bellunesi, regalando una giornata di grande sport e promozione del territorio.
Questo appuntamento ha rappresentato molto più di una competizione ciclistica: è stata un’importante occasione per valorizzare il territorio, raccontarne la qualità della vita e far conoscere a un pubblico nazionale e internazionale un luogo ideale dove vivere, lavorare e costruire il proprio futuro.
Una tappa spettacolare tra le Dolomiti Bellunesi
La 19ª tappa ha percorso 151 chilometri con quasi 5.000 metri di dislivello, attraversando alcuni dei passi dolomitici più iconici, quali Passo Duran, Passo Staulanza, Passo Giau e Passo Falzarego.
L’arrivo ai Piani di Pezzè, sopra Alleghe, ha regalato emozioni e panorami straordinari lungo una salita ricca di storia, la stessa che nel 1992 consacrò Marco Pantani vincitore del Giro d’Italia dilettanti. Gli ultimi chilometri hanno offerto uno spettacolo sportivo di altissimo livello, immerso in uno scenario naturale unico.
Un’occasione per raccontare l’Agordino
Il Giro d’Italia ha confermato quanto l’Agordino sia un territorio capace di offrire molto più di paesaggi spettacolari. Natura, qualità della vita, servizi, sentieri, attività all’aria aperta e borghi autentici hanno trovato in questo evento una straordinaria vetrina, mostrando a migliaia di persone le opportunità offerte da questa valle.
Per chi sogna di vivere in montagna, l’Agordino rappresenta una scelta concreta, dove benessere, comunità e contatto con la natura fanno parte della quotidianità.
Agordino da abitare
La tappa del 29 maggio ha lasciato un ricordo indelebile, contribuendo a far conoscere l’autenticità dell’Agordino e rafforzandone l’immagine come luogo ideale da visitare e, soprattutto, da vivere.
